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Legge mercato e concorrenza: chiesta tassazione su margine per le scommesse ippiche

La decima Commissione Industria del Senato sta esaminando in sede referente la legge annuale per il mercato e la concorrenza e, tra i tanti emendamenti che sono stati presentati nel testo, ne spiccano due che fanno riferimento alle scommesse ippiche.

Paola Pelino (Forza Italia) chiede, a modifica delle disposizioni contenute nella legge di Stabilità 2016, che "alle scommesse a quota fissa sulle corse dei cavalli, comprese quelle proposte dai concessionari quali palinsesto complementare, l'imposta unica di cui al decreto legislativo 23 dicembre 1998, n. 504, si applica sulla differenza tra le somme giocate e le vincite corrisposte, nelle misure del 35 per cento, se la raccolta avviene su rete fisica, e del 40 per cento, se la raccolta avviene a distanza.

Il relativo gettito è destinato, per il 65 per cento, al finanziamento della filiera ippica e, per la quota restante, ad utile erariale. All'articolo 4, comma 1, lettera b), punto 2) del decreto legislativo del 23 dicembre 1998, n. 504, sopprimere le parole: "ed a quota fissa".

Anche Salvatore Margiotta (Gruppo Misto) chiede interventi "correttivi" a quanto disposto dalla manovra finanziaria: "alle scommesse a quota fissa sulle corse dei cavalli comprese quelle proposte dai concessionari quali palinsesto complementare, l'imposta unica di cui al decreto legislativo 23 dicembre 1998, n. 504, si applica sulla differenza tra le somme giocate e le vincite corrisposte, nelle misure del 35 per cento, se la raccolta avviene su rete fisica, e del 40 per cento, se la raccolta avviene a distanza.

Il relativo gettito è destinato, per il 65 per cento, al finanziamento della filiera ippica e, per la quota restante, ad utile erariale. All'articolo 4, comma 1, lettera b), punto 2) del decreto legislativo 23 dicembre 1998, n. 504, sopprimere le parole: "ed a quota fissa". Conseguentemente modificare la rubrica come segue: "Turismo, trasporti e scommesse a quota fissa". (fonte Gioconews).